Scrittori da show

In questa calda (caldissima) estate 2013, due iniziative a tema editoriale appassionano e fanno discutere.
La prima è YouCrime, concorso di Rizzoli per racconti gialli e noir. Funziona così: sulle principali librerie online potete trovare quattro ebook, ognuno dei quali si apre con il racconto di uno scrittore “professionista” (Sandrone Dazieri, Simone Sarasso, Enrico Pandiani e Paolo Roversi) e  continua con tre racconti di “esordienti”. I lettori acquistano i libri, li leggono e votano il racconto preferito. Il vincitore ottiene un contratto di edizione targato Rizzoli per un libro da pubblicare nel 2014.
Stesso premio anche per la seconda iniziativa di cui parlavamo all’inizio, MasterPiece: un talent show per aspiranti scrittori (dopo gli chef, i pasticceri e i capitani d’azienda, doveva capitare anche a loro) che sarà trasmesso da Rai 3. Il premio per il vincitore consiste in un romanzo pubblicato con Bompiani, si dice in tiratura da capogiro. Ancora sconosciuta la composizione della giuria ma le supposizioni si sprecano, da Baricco alla Mazzantini, da De Carlo a Carofiglio.


YouCrime, di cui si conosce già tutto, e MasterPiece di cui invece non si conosce quasi nulla, hanno un aspetto in comune: prendono lo scrittore e lo trasformano in personaggio, puntano i riflettori sull’autore. In YouCrime, il punteggio finale è dato dalla combinazione tra numero di copie vendute e “indicatore social”, cioè il numero di voti che l’autore ha conquistato facendosi pubblicità sui social network. Ma i lettori possono assegnare il loro voto anche senza aver letto i racconti in gara, basandosi solo sull’amicizia verso un autore o sulla sua foto e la biografia pubblicate sul sito.
Per quanto riguarda il talent show di Rai3, è facile immaginare che abbia appunto dinamiche da talent show, prove a tempo, “esibizioni” di vario genere e quant’altro prevede il format di questo programmi.

A dire la verità, il tentativo di creare scrittori-personaggio non ci scandalizza e anzi ci sembra un’operazione con molti risvolti interessanti. Da sempre gli scrittori hanno giocato con il pubblico sfruttando anche la propria faccia (solo per fare i primi nomi che ci vengono in mente: Hemingway, Oscar Wilde, Mark Twain).
Uno scrittore può essere timido e introverso o estroverso e fascinatore, ma per mestiere è comunque un comunicatore e deve saper appunto comunicare, usando gli strumenti a disposizione. Per questo ci sembra sensato che, vivendo nel XXI secolo, gli si chieda di saper usare in modo intelligente le moderne tecnologie, dal video ai social network.
Il problema sta, secondo noi, nel principio di causa-effetto. Uno scrittore può benissimo diventare personaggio, ma è sempre personaggio perché scrittore, per la fama che ha conquistato con le sue opere. Hemingway insomma è diventato famoso per le sue smargiassate e il gusto per l’avventura, ma è diventato veramente famoso e immortale per Addio alle armi o Per chi suona la campana, e il resto è solo di contorno.
Nell’epoca del marketing, libri e scrittori possono essere costruiti a tavolino alla ricerca del caso e del numero di copie vendute, però simili operazioni non dovrebbero mai dimenticare che in fin dei conti i lettori (uomini e donne esigenti, lo ricordiamo) leggono i libri per le storie che contengono, e per i sogni o gli incubi che possono trovare tra le pagine.
Iniziative come YouCrime o MasterPiece ci sembrano allora interessanti se diventano un modo nuovo e moderno per attirare l’attenzione sui libri e i loro contenuti. Ma l’attenzione dev’essere appunto su di loro e non sul contenitore (o sull’autore).
Ecco quindi il nostro consiglio dell’estate: prima di votare il vostro scrittore YouCrime preferito, leggete il suo racconto. Noi l’abbiamo fatto e ci siamo divertiti. E leggere è sempre il regalo più grande, il regalo più vero, che possiate fare a uno scrittore.

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    2 comments

    1. Riccardo Bruni

      Concordo in pieno con il senso di questo post. Sono parte in causa essendo uno dei dodici partecipanti di Youcrime, ma condivido in tutto e per tutto: il miglior regalo che si possa fare a un autore è sempre leggere il suo racconto. In generale dovremmo tutti sforzarci di parlare più di libri che di autori. Grazie per l’articolo.