Giro di vite contro i pirati giapponesi

Dopo Panama, Ottobre porta un’altra brutta novità per chi condivide materiale protetto da copyright. La Dieta (il parlamento giapponese) ha ratificato una nuova legge che ha dei contorni sinistri. La maggior parte delle nazioni al mondo punisce solo chi condivide, e non chi scarica. Anche in Giappone, fino ad oggi, era così. Chi forniva materiale protetto rischiava fino a 10 anni di carcere e quasi 200.000 dollari di multa. Punizioni già molto grafi e difficilmente giustificabili, ma ora l’attenzione si rivolge anche a chi scarica, ai fruitori che non contribuiscono, se non in modo passivo, alla pirateria. Chiunque sia coinvolto nella divulgazione di materiale copiato rischia due anni di carcere e una multa di circa 25.000 dollari. Misure repressive fortemente sponsorizzate dalla lobby musicale, un’industria obsoleta che non riesce a stare al passo con le nuove tecnologie e che vede i propri affari declinare giorno dopo giorno. Tuttavia le implicazioni di questa legge sono tante, e molte ancora da scoprire. Per esempio, quanti di voi controllano se un video musicale pubblicato su youtube è legale o meno? Se siete giapponesi è il momento di prendere questa buona abitudine. L’alternativa è una lunga vacanza in prigione.

Condividi e sarai condiviso

    Comments are closed.